
FIERA
ArtVerona 2026
Artisti:
Zeno Bertozzi, Domenico Grenci, Alessandro Saturno
PAD. 11 STAND P015 – SEZIONE PITTURA [ORA]
Venerdì 9 Ottobre 14.00 – 21.00
Sabato 10 Ottobre 11.00 – 19.00
Domenica 11 Ottobre 11.00 – 19.00
PROGETTO STAND
Il progetto mette in dialogo le ricerche di Zeno Bertozzi, Domenico Grenci, Alessandro Saturno intorno a tre dimensioni dell’esperienza: figura, paesaggio e materia.
Nei volti femminili di Grenci la figura affiora da bitume, carboncino e colore, sospesa tra presenza e dissolvenza. Il volto diventa il luogo di un’interiorità difficile da afferrare, nella quale la pittura interroga l’unicità dell’individuo.
In Saturno il paesaggio nasce dall’osservazione e dalla memoria per trasformarsi in una soglia tra esperienza e immaginazione. La natura perde ogni riferimento preciso e diventa un luogo insieme riconoscibile e impossibile da nominare.
Bertozzi trasferisce questa tensione direttamente nella materia. Ceramica e gesso vengono incisi e trasformati fino ad assumere l’aspetto di erosioni, calcificazioni e concrezioni: superfici nelle quali il tempo sembra lasciare fisicamente la propria traccia.
Volto, paesaggio e materia diventano così tre forme di una stessa ricerca: ciò che vediamo porta sempre con sé la traccia del tempo e dell’esperienza.
ZENO BERTOZZI – SELEZIONE DI OPERE
Zeno Bertozzi opera su una sorta di tatuaggio plastico ottenendo effetti che stanno tra la calcificazione ossea e concrezioni della più diversa natura, dalle quali scaturisce una riflessione su un tempo che può alterare e variare superfici eterne per la loro classica bellezza. Sotto il segno della metamorfosi, questo tipo di intervento, minuziosamente eseguito con la punta fine di un bulino, viene ripetuto su varie superfici sempre di materiale ceramico e gesso. Una ripetizione costante, che include sempre la dimensione del tempo, attraverso una lenta contemplazione che plasma la materia, creando crateri e forme che si trasformano nell’unità di misura dell’invisibile scorrere del tempo.
DOMENICO GRENCI – SELEZIONE DI OPERE
La pittura di Domenico Grenci ci proietta verso l’urgenza di un dialogo intimistico, che sonda il senso di incompiutezza della condizione esistenziale in relazione all’origine di tutte le cose: la natura in rapporto all’umano. In molti suoi lavori il volto femminile appare come un luogo nel quale il soggetto prova ad abitare se stesso e l’umanità dell’altro, un tentativo di risposta all’eterno interrogativo sul senso dell’unico, del singolare, dell’inarrivabile profondità dell’individuo.
ALESSANDRO SATURNO – SELEZIONE DI OPERE
La recente ricerca di Alessandro Saturno recupera la lezione del passato e riporta la sua attenzione su una visione di Paesaggio-mondo. La sua pittura si stempera nel dato naturale e attraverso il gesto e il colore rivive forme, movimenti e mutamenti. Le opere di Saturno sintetizzano un’introversione nella riflessione sul paesaggio in cui il dato antropico è negato nella forma ma, in un certo senso, ne è l’origine. Gli elementi del paesaggio sono ricercati attraverso osservazione e memoria, come un viaggio che riemerge nell’atto pittorico. Così la Natura si fa soglia, un varco che si apre a un mondo che allo stesso tempo è concreto e ideale, che si fa cultura e si fa sogno, un mondo che è dell’anima dopo essere stato anche un mondo dell’esperienza. Un luogo che si conosce ma che non si sa nominare. Un luogo senza nome che forse abbiamo dimenticato o che da sempre ci attende.
I paesaggi di Saturno sono come desideri o apparizioni, come viaggi a ritroso o in avanti, per riavvicinare quello che sembrava lontano. Miraggi. Visioni che riposizionano e ritrovano i segni già impressi dentro di noi e ci ricordano quanto siamo ancora parte della Natura.
Alessandro Saturno vive il paesaggio attraverso il corpo, la sua memoria e la sua esperienza, mostrandolo come condizione indispensabile per la vita e per l’arte.



















