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Momenti dilatati

Momenti dilatati” riunisce allo Studio Cenacchi in un’unica mostra le fotografie di Mario Lamma e gli acquerelli di Maurizio Tangerini. Sono esposte le opere più recenti dei due artisti, dedicate al paesaggio naturale.

I piccoli acquerelli di Tangerini, che ci mostrano alberi isolati, plumbei specchi d’acqua, si distaccano per tema e dimensioni dalle opere “cittadine” degli anni precedenti, forse a voler, in questo anno così particolare, avviare una più intima riflessione sulla natura e i suoi dettagli.
Vittorio Baglieri commenta così il lavoro di Tangerini:
[…] Protesi verso il cielo i rami disadorni con poche foglie cercano la vita, fatta di umile appartenenza in un ciclo stagionale che ne muta l’apparenza, ma non quell’intima comunione con la terra e il cielo che Tangerini rende con brevi e loquaci tratti che parlano al cuore. L’autore riesce a trasmettere un ‘affettuosa intimità con le umili cose con un sentimento cosmico che irradia per tutta la superficie di queste piccole opere […]

Le fotografie di Lamma sono  parte di una raffinata ed ineffabile ricerca sui corsi d’acqua ghiacciati della sua terra, che persegue da anni, arricchendola costantemente di nuovi spunti; come ben si vede in questa esposizione.
Scrive Alessandra Rizzi delle opere di Lamma:
[…] sa, l’artista fotografo, che questo uguale momento nel tempo, quest’acqua che scorre come l’aria che ora respira non saranno mai più gli stessi perché sono unici e irripetibili. Solo allora può compiere l’evento straordinario: ferma con gli occhi, con il respiro, con il cuore il momento, quel momento, fugacemente eterno.

Il momento dello scatto di Lamma, come l’istante della visione di Tangerini, riprodotta su carta acquerello, si dilata così all’infinito, rendendolo assoluto. Questa la sensazione che cattura l’osservatore attento davanti ai lavori esposti in questa mostra.

Comunicato stampa

Visita la mostra online.
Mario Lamma: Momenti dilatati
Maurizio Tangerini: Momenti dilatati

Mario Lamma | Maurizio Tangerini

Momenti dilatati

a cura di Jacopo Cenacchi

31 ottobre > 23 dicembre 2020

testi critici di Alessandra Rizzi e Vittorio Baglieri